Paesaggi d'Italia

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Campania, Italia

Le isole campane

Già bastano i nomi per evocare qualcosa di famoso e poetico, in molti casi di inarrivabile in termini di notorietà e magnificenza. Capri, Ischia, Procida, Nisida, Vi-vara risuonano tutte dei richiami delle sirene verso meraviglie del creato che ognuno deve ammirare. È tutto l’arcipelago Campano, composto dalle isole più grandi e da una serie di scogli e isolotti, a rappresentare un inventario di immagini che sanno di leggendario. La limpidezza delle acque, il carattere pittorico delle rocce, il clima, l’armonia di forme e colori degli insediamenti, hanno fatto delle Isole campane un patrimonio d’ambiente naturale e umano tra i più conosciuti e desiderati al mondo. Più che isole quasi un microcosmo, un piccolo lembo privilegiato del pianeta.

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Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono per grande parte di origine vulcanica; e,specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi mai più i simili sul continente. In primavera, le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno. Su per le colline verso la campagna, la mia isola hastraducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere. […] È la mia isola: l’isola di Procida. E una piccola isola vulcanica di quasi 4 kmq di superficie, dalle coste frastagliate, situata nel golfo di Napoli. […] Là, nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada. Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.
Elsa Morante, 1957
Indimenticabili saranno per me gli otto giorni, così ricchi di godimenti, passati nell'isola d'Ischia -dove si rivelarono a noi insospettati e meravigliosi incanti della natura e dove si strinsero i legami della nostra amicizia. Ischia e Capri rimangono per me i luoghi della terra più incantevoli, più ricchi e più originali ch'io abbia visto nel mio viaggio. Conoscevo già da prima Capri, […] per avervi fatto una breve escursione dal 1 al 3 maggio. Essa è molto più piccola, ed ha perciò il vantaggio di lasciarsi studiare completamente: si può, infatti, conoscere con precisione ogni particolare e metterlo in relazione col resto. È anche più bella, più originale, più selvaggia. Ischia invece è più ricca e più varia,ha una vegetazione più meridionale, ed ha belle donne che lasciano chiaramente riconoscere nella lingua, nei costumi e nelle vesti la loro origine mezzo greca e mezzo saracena. Le alte montagne d'Ischia, di natura vulcanica, sono ricoperte in parte da rigogliosi frutteti e vigneti, in parte da bei boschi. In nessun luogo d'Italia ho potuto, come qui, immergermi in tutta la rigogliosa abbondanza della vegetazione meridionale e di godere della sua caratteristica magnificenza. Sono specialmente le gole profonde, che si aprono verticalmente nella lava dell'Epomeo, che mi hanno offerto sotto questo rapporto il più ricco bottino.
Ernesto Haeckel, 1921