Paesaggi d'Italia

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Lombardia, Italia

Brianza

La Brianza, piccola regione storica che si ritaglia il suo territorio tra le Province di Milano, Monza, Lecco e Como, sembra avere la funzione di elemento di passaggio tra l’orizzontalità della pianura padana e le prime alture che portano progressivamente verso i monti. Ridurre la Brianza a sola pianura popolata non si può proprio, c’è tutta la parte collinare, con altezze che superano la soglia dei 600 metri, dove il verde di una bella e ricca vegetazione naturale e rurale predomina, dove si trovano diverse aree di pregio ambientale, singolari e tutelate proprio per l’aspetto armonioso che mantengono. La Brianza pur non lontana da Milano, già prossima ai grandi laghi, permette di distinguere chiaramente tutto l’arco di cime disegnato dalle Alpi, creando vedute di grande qualità e ampiezza. L’impressione complessiva è quella di belle campagne, equilibrate, vivibili, proiettate verso tutti gli altri paesaggi e le varie opportunità padane e montane della Lombardia.

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Si alza e si affaccia sulla pianura padana, come un immenso spalto tra un ramo e l’altro del lago di Como. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume e le nebbie, che salgono dalla pianura e dai laghi la sfiorano fruttuosamente […]
Mario Soldati, 1968
Tra i due rami di Como e di Lecco si stende la Brianza, paese montuoso e fertile, dove la vita è deliziosa, e che gli stranieri ignorano quasi totalmente.
Gabriele Faure, 1905
Basta il cantuccio di un breve giardino con un profilo di monti dietro agli alberi, o l’ondulata e aggraziata movenza dei colli, o il ceruleo specchio dei suoi laghi e laghetti (sembra talora, la Scozia) a consentirci un po’ di quella serenità che la vita di oggi ha fatto divenire sempre più rara. Da tre secoli i milanesi la cercano, e in forme più affollate, come vogliono i tempi. La Brianza ha ancora un avvenire.
Piero Gadda Conti, 1963
Era un incerto tremolar di steli e un odorar di timi al mio passaggio: un palpito di squilli errava i cieli sulla santa domenica di maggio. Raggiunto il colle, or sosto in sulla via, e, con un senso ch’io non so tradurre, guardo le fioche lontananze azzurre di Lombardia. Guardo la bella terra ov’è passata tanta operosa passion di gloria, la terra dove osai, nell’accorata mia giovinezza, interrogar la storia. Cerco e indovino il tortuoso fiume che vien da le mie valli a queste plaghe, e le città velate entro le vaghe cerulee brume, Milano io cerco, l’ospite regina delle pianure, a cui nell’albe chiare, l’uomo del monte e l’uom della collina sogliono con acuto occhio guardare. Essa cresce laggiù, ferve inconsunta, intorno all’Arca sua non mai finita, che s’inalza morendo in un’ardita marmorea punta.
Giovanni Bertacchi, 1906